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Manoscritti
I manoscritti di Leonardo da Vinci

Nella caratteristica scrittura speculare, svolta da destra a sinistra, tale da poter esser letta facilmente solo ponendo i fogli davanti a uno specchio, i manoscritti di Leonardo, dati in eredità a Francesco Melzi, pervennero dopo la morte di questi allo scultore Pompeo Leoni che, per commerciarli più facilmente, li suddivise in diversi gruppi, mutandone l'aspetto originario. Raccolti in gran parte nel XVII secolo dal conte milanese Galeazzo Arconati, furono donati alla Biblioteca Ambrosiana di Milano dalla quale furono trasferiti nel 1796 a Parigi, da dove tornò a Milano, dopo la caduta di Napoleone, il solo Codice Atlantico, mentre gli altri, per un errore dell'incaricato austriaco, rimasero all'Institut de France. Altri codici erano già da tempo finiti in Inghilterra.

Oggi esistono oltre 8000 fogli, cioè più di 16000 pagine di appunti con molte decine di migliaia di disegni lasciati da Leonardo, ma si ritiene che siano solo una piccola parte di ciò che ha scritto e disegnato. Alcuni pensano che abbia scritto 60000, forse 100000 pagine, ormai perdute. Ma forse qualcosa ancora esiste, sepolta in qualche antico archivio; nel 1966 per esempio, sono stati trovati due nuovi codici a Madrid. Si tratta di pagine scritte quasi "di getto", tant'è vero che gli esperti di Leonardo dicono che: "sembra di sentirlo parlare come da un registratore".

    Ordine degli scritti
  • Codice A, Parigi, Institut de France, 1492, 63 fogli di vari argomenti
  • Codice B, Parigi, Institut de France, 1489, 84 fogli sull'arte della guerra
  • Codice C, Parigi, Institut de France, 1490, 28 fogli sulla luce e l'ombra
  • Codice D, Parigi, Institut de France, 1508, 10 fogli di vari argomenti
  • Codice E, Parigi, Institut de France, 1513 - 1514, 80 fogli sulla geometria e il volo
  • Codice F, Parigi, Institut de France, 1508 - 1509, 96 fogli sull'idraulica
  • Codice G, Parigi, Institut de France, 1510 - 1516, 93 fogli di vari argomenti
  • Codice H, Parigi, Institut de France, 1493 - 1494, 142 fogli di vari argomenti
  • Codice I, Parigi, Institut de France, 1497 - 1499, 141 fogli di vari argomenti
  • Codice K1, Parigi, Institut de France, 1504, 48 fogli di vari argomenti
  • Codice K2, Parigi, Institut de France, 1504 - 1509, 32 fogli di vari argomenti
  • Codice K3, Parigi, Institut de France, 1509 - 1512, 48 fogli di vari argomenti
  • Codice L, Parigi, Institut de France, 1497 - 1503, 94 fogli di vari argomenti
  • Codice M, Parigi, Institut de France, 1498 - 1500, 94 fogli di vari argomenti
  • Codice Ashburnham I, Parigi, Institut de France, 1492, 34 fogli sulla pittura
  • Codice Ashburnham II, Parigi, Institut de France, 1484 - 1486, 10 fogli di vari argomenti
  • Codice Atlantico, Milano, Biblioteca Ambrosiana, 1483 - 1518, 403 fogli di vari argomenti
  • Codice Trivulziano, Milano, Castello Sforzesco, 1484 - 1486, 51 fogli di vari argomenti
  • Codice del Volo degli Uccelli, Torino, Biblioteca Reale, 1505, 18 fogli
  • Codice Forster I, Londra, Victoria and Albert Museum, 1484 - 1505, 55 fogli sulla stecheometria
  • Codice Forster II, Londra, Victoria and Albert Museum, 1495 - 1497, 157 fogli di vari argomenti
  • Codice Forster III, Londra, Victoria and Albert Museum, 1490 - 1493, 88 fogli di vari argomenti
  • Codice Arundel 263, Londra, British Museum, 1504 - 1516, 283 fogli di vari argomenti
  • Fogli di Windsor, Windsor, Royal Library, 600 disegni
  • Fogli di Anatomia A, Windsor, Royal Library, 1510, 18 disegni
  • Fogli di Anatomia B, Windsor, Royal Library, 1489, 42 disegni
  • Quaderni di Anatomia, I - VI, Windsor, Royal Library, 119 disegni
  • Codice Madrid I, Madrid, Biblioteca Nazionale, 1490 – 1496, 192 fogli sulla meccanica
  • Codice Madrid II, Madrid, Biblioteca Nazionale, 1503 – 1505, 157 fogli sulla geometria
  • Codice Leicester - Hammer, Collezione Bill Gates, 1504 - 1506, 36 fogli sull'idraulica

La prosa di Leonardo è una delle migliori del Rinascimento italiano; aliena da ogni retorica, artificio e sonorità, è tutta aderente alle cose: esemplata sul linguaggio parlato, ha colore, robustezza e concisione.

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In attesa del Libro Ufficiale targato Leonardo2007.com
«Vi prego priore, lasciatemi solo con il maestro». La frase era formulata come una cortese richiesta, ma il tono era quello di un ordine. Che fosse l’uno o l’altra poco importava quando a Milano le parole uscivano dalla bocca di Ludovico il Moro. Il priore Vincenzo Bandello fece due passi, camminando all’indietro, senza distogliere lo sguardo da Leonardo da Vinci che, compiaciuto, osservava la sua opera. Padre Vincenzo si girò di scatto attraversando la mensa con passo deciso. Era infastidito dal fatto che, in casa sua, nel suo monastero, dovesse prender ordini da Ludovico Sforza che voleva restar solo con quell”imbratta muri...
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